Questo approccio ancora poco noto in Italia, utilizzato quasi esclusivamente nel caso di separazione tra coniugi o conviventi con figli, si rivolge invece a tutti quei conflitti che possono verificarsi in ambito della famiglia comprese le successioni e passaggi generazionali in aziende.
Il mediatore, offre la sua preparazione al fine di favorire l’incontro delle parti in un accordo che rispetti la reciproca soddisfazione.
Per ottenere un trasparente e sincero dialogo è formato alla imparzialità ed alla a-criticità, egli favorisce la chiarezza circa il vero bisogno, non suggerisce non propone ma giuda ed aiuta la creatività.
Nella formazione del mediatore è compresa la conoscenza della normativa per evitare accordi soddisfacenti ma nulli perché contro la legge, tuttavia egli non dà consigli legali. Se una o entrambe le parti ne sentissero il bisogno possono rivolgersi ad un avvocato in qualsiasi momento e mettere a disposizione del processo il parere ottenuto.
La mediazione familiare diviene strumento di autodeterminazione, di gestione di un conflitto che prevede il desiderio di risolvere il problema rinunciando a logiche di opposizione che pregiudicherebbero il risultato aldilà di ogni possibile strategia vincente.
Il riconoscimento come persona di sé e dell’altro, la libertà da un ruolo meramente difensivo, la possibilità di decidere della propria vita non di rado portano, specie nelle separazioni, ad una rivalutazione più globale dell’accaduto con importanti effetti sui processi di rielaborazione del cambiamento.
Per conoscere meglio la figura del mediatore familiare www.aimef.it
Alberto Walter Cericola – mediatore familiare iscritto AIMeF
email: info@gammapimedical.it
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